lunedì 18 maggio 2009

La stessa età di Agata:17 mesi

La stessa età di Agata:17 mesi.
Un frugolotto che cammina a paperella, che cerca di parlare, di farsi capire.
Ogni giorno è una scoperta, ogni cosa è una conquista; ma soprattutto Agata ride, ride, ride.
Ride se le fai il solletico, se la baci sotto il collo, se fa qualcosa che sa non dovrebbe fare, se solleva un libro pesante, ride e ti guarda, e in quegli occhi ti ci perdi.
Anche Gabriel aveva 17 mesi, la sua vita è stata stroncata dalle lesioni provocate dai calci e dai pugni all'addome.
Tutto questo mi fa rabbrividire, mi chiedo come si possa infierire su un corpicino indifeso, come si possa guardare quegli occhi e fare quello che è stato fatto.

domenica 17 maggio 2009

Lago del Brugneto? Si ma con il naso all'insù

Approffitando di una bella domenica abbiamo deciso di fare una passeggiata al Lago del Brugneto, un lago artificiale, il più grande della Liguria, nell'Alta Val Trebbia.
Abbiamo posteggiato la macchina dalla diga del lago e siamo scesi entusiasti con lo zaino dei viveri e lo zaino-porta- Agata in spalla, il panorama prometteva bene.





Ci siamo incamminati lungo l'anello, ma già dopo i primi metri l'umore è cambiato.
Abbiamo superato due distinti accampamenti di famiglie intente a cuocere carni e verdure alla brace, per cercare un posto meno caotico, e un po' più grazioso.
Di solito la costanza di camminare ti porta in posti meno frequentati e a nostro giudizio più belli.

Purtroppo non sempre è così.
Il sentiero che abbiamo percorso, oltre a non essere ben tenuto, è anche a tratti cosparso di "rumenta".


Se questo di per sè è fonte di enorme tristezza in qualunque luogo ci si trovi, lo è mille volte di più quando si passeggia in un luogo che fa parte di un' area protetta.

Il lago del Brugneto è infatti all'interno del Parco naturale regionale dell'Antola, che rappresenta una tra le zone più suggestive dell'entroterra genovese e dell'Appennino ligure.
Dal sito del Parco leggiamo "il Parco dell'Antola è anche....educazione ambientale, manutenzione del territorio....".
Non vogliamo generalizzare, siamo intenzionati a scoprire nuovi percorsi del Parco, fiduciosi di poter trovare sentieri altrettanto battuti ma meglio curati.



venerdì 8 maggio 2009

Mi chiedo: ma è così difficile uscire dal bagno dell'ufficio spegnendo la luce e controllando di non aver lasciato il rubinetto che sgocciola copiosamente?

domenica 26 aprile 2009

Fine settimana di pioggia

Fine settimana di pioggia.
Fine settimana dedicato alla cura della casa... sempre un po' troppo trascurata, in particolare alla pulizia del frigorifero. Armati di spruzzatore all’aceto siamo partiti all'attacco svuotando e pulendo i ripiani e i cassetti di frutta e verdura, terminando con risciacquo e posizionamento strategico di una ciotolina con dentro qualche cucchiaio di bicarbonato, aiuterà a prevenire odori poco gradevoli. Ora il nostro frigo è lindo e ordinato.
Tutte queste amorevoli cure sono state messe in atto grazie ai preziosi consigli delle schede pratiche del sito Detersivi Bioallegri.
Sempre per approffittare della giornata passata a casa abbiamo racimolato il cioccolato avanzato dalla uova di Pasqua e preparto una torta allo yogurt pere e cioccolato.... buonissima!
Una grande soddisfazione considerando che abbiamo utilizzato lo yogurt autopordotto.
"Un vasetto di yogurt comprato, prima di raggiungere la mensa del consumatore
percorre qualche migliaio di chilometri, quindi contribuisce alla crescita dei consumi di fonti fossili e dell’effetto serra; produce tre tipologie di rifiuto: carta, plastica e alluminio; ha bisogno di sostanze conservanti che spesso uccidono i fermenti lattici riducendo il suo valore nutrizionale; incorpora nel prezzo di vendita oltre i costi di trasporto e confezionamento, i costi di produzione industriale, di intermediazione commerciale e pubblicitari. Uno yogurt autoprodotto non deve essere trasportato, non produce rifiuti, è ricchissimo di fermenti lattici vivi e, non richiedendo nessun costo oltre quello del latte, ha un prezzo inferiore di due terzi.
Contribuisce alla decrescita del prodotto interno lordo, ma è qualitativamente migliore, migliora la qualità ambientale riducendo le emissioni climalteranti e i rifiuti, richiede meno denaro per soddisfare lo stesso fabbisogno alimentare e, di conseguenza, permette di lavorare meno e di avere più tempo per sé. La decrescita indotta dall’autoproduzione
dei beni è fattore di felicità."
(Maurizio PALLANTE)

martedì 21 aprile 2009

Festa della Decrescita Felice

Tratto dal sito Decrescita felice

Il Movimento della Decrescita Felice organizza il 19-20-21 giugno 2009 a Carrega Ligure (AL) l’”MDF-FEST”: evento nazionale con tre giorni di festa, incontri, laboratori, dibattiti attorno ai temi del Movimento.

L'evento sarà l'occasione per:

Imparare: laboratori didattici per le scuole, i bambini e i presenti
Informare/ informarsi: contenuti, materiali open source, free access.
Fare festa: spettacoli, concerti a tema, artisti locali che animano la festa.
Sperimentare stili di vita: allestimento di un orto virtuoso dove sperimentare, vedere, capire.Il discorso delle scelte a Km zero, mercati di prossimità mille angoli di sperimentazione, azione, buone prassi per una decrescita felice.
Incontrarsi, confrontarsi: costruire luoghi di incontro su diversi temi, tavole rotonde, dibattiti, discussioni, in cui persone interessanti raccontano, incontrano, avendo la possibilità di scambiare, lasciare dei feed back, progettare stili di vita alternativi, costruire reti, progettare.

Temi:

Agricoltura
Autonomia/autoproduzione
Rifiuti: riuso, riciclo, uso fino in fondo
Risparmio energetico
Comprare meno. Donare/ricevere, dovere di donare, dovere di ricevere, dovere di restituire a valore maggiore
Cibo, alimentazione, risorse, impatto ambientale della produzione e distribuzione cibo

L'ingresso è libero.

sabato 4 aprile 2009

Crisi finanziaria. Occasione per discutere sul nostro modello di sviluppo?


Complice la crisi finanziaria, sempre più spesso si vedono tra gli invitati ai “programmi di approfondimento” delle reti televisive nazionali personalità di varie estrazioni culturali e politiche che criticano il sistema economico imperante.
Mi vorrei qui soffermare su due episodi che mi hanno colpito a questo proposito.
Mi riferisco a due programmi de La7 della settimana scorsa e di come il tema della decrescita sia stato affrontato da Gad Lerner nel programma L'Infedele il lunedì e da Ilaria D'Amico nel programma Exit il mercoledì.
Ospite a L'Infedele, Maurizio Pallante, autore del libro “La decrescita felice” e personalità di primo piano per quanto riguarda il movimento della decrescita italiano. Il mercoledì, ospite ad Exit, Beppe Grillo, comico attivista e blogger di grande appeal per una buona parte della popolazione italiana, specialmente giovane, schifata dal mondo della politica, dell'alta finanza e della classe dirigente del nostro paese.
La maggiore differenza fra i due programmi è stato lo spazio dato ai due ospiti. Mi spiego meglio. Beppe Grillo è stato invitato ad un programma che era stato ,ideato intorno a lui, che gli ha dato la possibilità di fare un monologo in cui ha potuto esprimere le sue opinioni liberamente e nel modo che tanto piace agli spettatori che lo considerano il il leader incontrastato del pensiero alternativo. Grillo esprime le sue idee al ritmo di uno spettacolo di cabaret, strappa spesso il sorriso sia fra suoi sostenitori che fra chi è bersaglio dei suoi attacchi. Non accetta il confronto e per questo viene considerato come antidemocratico, insulta i suoi oppositori e rende impossibile ogni confronto. I difensori del sistema socio-economico imperante hanno facile gioco nel dire che Beppe Grillo rappresenta una fascia di popolazione che si pone al di fuori delle regole democratiche e con cui nessun dialogo è possibile. Il personaggio del comico attivista viene sfruttato dal sistema mediatico perché il successo di ogni programma che lo vede protagonista è assicurato.
Discorso completamente diverso si deve fare per il personaggio Maurizio Pallante.
Cominciamo con il dire che il trattamento che Gad Lerner ha dedicato a Pallante è, a dir poco, scandaloso. Interviene per ultimo e il suo discorso sulla decrescita viene continuamente interrotto perché considerato fuori tema. Appunto, qual'era il tema del programma. Dal blog ufficiale di Gad Lerner si legge:
“L’Infedele fa i conti con la cosiddetta “rabbia populista” alla vigilia del G20 di Londra chiamato a riscrivere le regole della finanza mondiale in crisi.”
Pallante tenta di dire la sua in modo pacato ed argomentato su come si dovrebbero riscrivere le regole socio-economiche a livello globale per fare uscire dalla povertà una fascia sempre più grande di uomini e donne nel mondo e per salvaguardare il nostro pianeta. Esprime la sua critica al modello di crescita imperante e al fatto che tutto ruoti intorno al PIL. Vorrebbe spiegare le alternative possibili ma non c'è tempo e voglia di ascoltarlo perchè bisogna (ri)ascoltare per l'ennesima volta quello che hanno da dire i lavoratori della Fiat sulla loro difficile situazione economica, sulla cassa integrazione incombente, sulle delocalizzazioni e sulla necessità di aiutare il settore economico dell'auto.
L'intervento di Pallante è una goccia in un mare di cose dette e ridette che non danno alcuna risposta a quella “rabbia populista” che il buon Gad Lerner vorrebbe tanto affrontare ma che, come molti dei suoi colleghi, cavalca per accapparrarsi sempre più ascolti.
Per finire, vorrei dare la mia risposta al quesito iniziale di questo mio intervento. Perché Beppe Grillo e Maurizio Pallante hanno ricevuto un trattamento così diverso?
Le idee che sono al centro del movimento della decrescita sono espresse da entrambe le personalità ma il modo di esprimerle è agli antipodi. I difensori dello status-quo non si possono permettere di avere dall'altra parte della barricata qualcuno che sappia argomentare le sue tesi in modo pacato e democratico. Sarebbe troppo pericoloso perché le idee raggiungerebbero un target ben più vasto e non solo una piccola fetta di popolazione fatta di giovani, insoddisfatti, disoccupati e amanti del disordine sociale.

giovedì 2 aprile 2009

In questi giorni piovosi e grigi fa piacere pensare che la primavera sta comunque sbocciando.


I rami hanno messo i germogli e le sponde del torrente che percorre il nostro piccolo terreno è ricoperto di ciuffi di primule, tra un po' i pendii sarano tapezzati di piccole margherite.

Dopo un inverno che ci ha portato, dopo anni, tanta neve e freddo, questa primavera era attesa con ancora maggior trepidazione.


Aver la possibilità di scegliere di passare quache domenica lontani dalla confusione, rifugiati in questo posto solitario, passeggiare al tepore del sole con Agata che raccoglie-strappa i fiori per annusarli, gioca con la terra, cerca le foglie secche, è una gioia immensa.